Ormai tutti, o quasi tutti, sono stati raggiunti dal fenomeno #FaceApp. L’incredibile popolarità delle ultime settimane e la conseguente impennata di richieste al server della Wireless Lav OOO, proprietaria dell’app, è il risultato di un eccellente campagna pubblicitaria, la #FaceAppChallenge, lanciata dall’azienda Russa per pubblicizzare le nuove funzionalità dell’app.

Cos’è FaceApp

Pubblicata nel 2017, FaceApp, è un applicazione per smartphone, che ha reso possibile ai propri utenti, un salto virtuale nel futuro di circa 30/40 anni, grazie allo strumento di invecchiamento del volto. Di fatto questa applicazione, deve il suo successo principalmente a questo strumento, che permette appunto, di invecchiare digitalmente di almeno 30 anni semplicemente caricando un proprio selfie.

Ma FaceApp non si ferma qui, tra le funzionalità troviamo un nostalgico effetto giovane con due livelli, la possibilità di modificare o di aggiungere una folta capigliatura, applicare tatuaggi virtuali e addirittura cambiare sesso. Non tutto però è gratuito, alcune sue funzioni sono a pagamento con il sistema di acquisti in-app.

La tecnologia di FaceApp

Potevamo tralasciare l’affascinante aspetto tecnologico che si cela dietro a questa popolare applicazione?

Assolutamente no. Siamo qui per questo.

FaceApp, non è una semplice app di effetti fotografici attinti da una qualche libreria. Per rendere realistica la trasformazione di un volto, questa applicazione, utilizza un sofisticato software di intelligenza artificiale e reti neurali.

Ora, premesso che, non possiamo essere a conoscenza del reale funzionamento del codice di quest’applicazione, ed è bene ricordare, che tali dettagli sono proprietà intellettuale protetta. Grazie alle nostre competenze e alla comprensione della tecnologia del riconoscimento facciale e delle reti neurali, possiamo sintetizzare i processi che ne rendono possibile il suo funzionamento.

Una volta caricata, la nostra foto viene immediatamente inviata ad un cloud server (Situato negli Stati Uniti). Qui sofisticati algoritmi, che sfruttano una rete neurale artificiale, iniziato a mappare gli elementi biometrici del nostro volto. Naso, zigomi, occhi, orecchie, colore della pelle, nei, proporzioni, distanze tra i punti facciali.

Insomma ogni particolare viene analizzato e riconosciuto. Acquisiti i dati necessari, l’intelligenza artificiale compie la sua magia, applicando una realistica alterazione personalizzata, punto per punto, dell’espressione dell’utente.

Quindi, FaceApp può realmente prevedere come invecchieremo?

L’invecchiamento, è un processo naturale e parte del normale percorso della maggior parte degli esseri viventi. Sembra semplice, eppure ad oggi, non si è riusciti ancora a determinarne il fattore scatenante. Esistono più di 300 teorie su questo argomento, ma nessuna di queste riesce ad individuare una singola causa. Questo perché, i motivi che influenzano questo deterioramento cellulare, sono molteplici. Dunque, non si può semplificare il processo di invecchiamento e attribuirne una singola causa.

FaceApp si, riesce a rendere realistico un ipotetico invecchiamento del nostro volto, ma proprio per la complessità dell’argomento, è improbabile che possa ricostruire, un meccanismo fisico e biologico tanto complesso, tuttora oggetto di studio.

Senza contare le incognite che FaceApp non può prevedere. Le scelte che faremo durante il corso della nostra vita futura. Il nostro stile di vita, l’inquinamento del luogo in cui viviamo, la quantità di radiazioni solari che assorbiremo. Sono molteplici i fattori che possono alimentare o meno il processo di decadimento cellulare del nostro corpo.

Privacy: Database biometrico globale

Non sono mancate le discussioni in merito alla tutela della privacy degli utenti, che utilizzano questo servizio. Yaroslav Goncharov, amminstratore delegato della Wireless Lab OOO che ha sviluppato l’applicazione, ha voluto specificare che la gran parte delle fotografie viene cancellata entro 48h dai server situati negli Stati Uniti.  Ma come possiamo essere sicuri che questo procedura sia realmente rispettata? Al momento non possiamo, inoltre, nell’informativa sulla privacy dell’applicazione, non viene specificata la durata di conservazione dei dati dell’utente.

Il problema sembra essere sempre lo stesso. Un’azienda russa/americana sviluppa un’applicazione che raccoglie dati sensibili dei suoi utenti. In seguito tale applicazione raggiunge una tale popolarità globale da consentire, la creazione di un database con milioni, se non miliardi di dati su privati cittadini. Nel caso di FaceApp, i dati raccolti compongono un vero e proprio database biometrico dettagliato, su scala globale.

Tuttavia Il riconoscimento facciale, è una tecnologia con cui sempre più spesso dovremo confrontarci e in alcuni casi, ha permesso la cattura di importanti criminali di livello internazionale, o il rintraccio di persone scomparse. La tecnologia può essere utile e migliorare la vita delle persone, ma è ovvio che possa anche essere usata in modo scorretto o illecito.

Io personalmente ho testato il servizio, accettando che il mio volto possa rimanere in memoria in qualche datacenter americano. Soprattutto perché non potevo non allegare in questo articolo, un esempio reale di come FaceApp riesca a renderti più vecchio. Forse anche troppo 🤨.

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