No, non stiamo parlando del Vibranio, l’incredibile metallo alieno che nei film della Marvel come il pluripremiato “Black Panther”, alimenta la tecnologia futuristica della città africana di Wakanda.

Stiamo parlando del Grafene

Si tratta di un materiale composto da soli atomi di carbonio disposti in modo ordinato a formare celle esagonali. Lo strato monoatomico ha lo spessore equivalente alle dimensioni di un singolo atomo.

Scoperto casualmente nel 2004 dai due premi Nobel, Andrej Gejm e Konstantin Novosëlov dell’Università di Manchester, questo super materiale grazie alla sua conformazione monoatomica, garantisce una resistenza di almeno 200 volte superiore all’acciaio e proprietà elastiche che di solito troviamo nei polimeri plastici.

Proprietà e possibili applicazioni

Superconduttività

Non solo resistenza e flessibilità. Nei laboratori del MIT, si è scoperto che due fogli di grafene, fatti ruotare uno sopra all’altro, generano un fenomeno fisico detto superconduttività. L’University of Central Florida in seguito ha realizzato un prototipo di batteria al grafene per smartphone.

Il risultato è una super batteria con un’autonomia 20 volte superiore alle normali batterie agli ioni di litio, praticamente immune al deterioramento anche dopo 30.000 ricariche e dulcis in fundo, capace di ricaricarsi in pochi secondi.

 

Materiali super resistenti

I possibili futuri utilizzi di questo materiale, aprono la strada a scenari da fantascienza. Un foglio di questo materiale, lasciando passare quasi il 100% della luce, appare completamente trasparente ed essendo composto da una struttura monoatomica, ha lo spessore di un atomo e rispetto al suo peso, è in grado di sostenere un carico, milioni di volte maggiore.

Immaginate un’automobile o un aereo costruiti con questo materiale. Oltre ad avere una struttura super resistente ma allo stesso tempo flessibile, l’incredibile peso ridotto permetterebbe lo spostamento con una propulsione estremamente ridotta e dunque un notevole risparmio energetico.

Tessuti e circuiti stampati

Pensiamo ad una stampante 3D al Grafene, sarebbe in grado di stampare su di un foglio oppure su di un tessuto, dei circuiti elettronici dalle dimensioni incredibilmente piccole, resistenti e flessibili.

Realizzazione di arti e sistema nervoso

Un arto artificiale in grafene, sarebbe integrato di sensori nervosi, realizzati grazie a degli strati di grafene. Questi sensori, permetterebbero la percezione dell’arto e la sua contrazione, simulando il movimento muscolare.

Quanto manca al futuro?

Questo incredibile materiale, è costantemente oggetto di studio. Le possibili applicazioni sembrano infinite e gran parte di esse, cambierebbero radicalmente la nostra vita.  Al momento l’unico ostacolo è il costo.

Non esiste ancora una produzione su scala globale. Questo rende il Grafene, tra i materiali se non il materiale più costoso del pianeta. Il primo passo è la produzione di batterie per dispositivi elettronici su scala globale garantendo così, una conseguente riduzione dei costi di produzione.

- Advertisement -

LASCIA UN COMMENTO

Per favore inserisci il tuo commento!
Per favore inserisci il tuo nome qui