Per molti definito il futuro del sistema elettorale, per altri una semplice follia impraticabile. Il Voto Elettronico proprio in queste ore in Italia, è al centro di moltissime discussioni, che generano opinioni contrastanti e scetticismo. Vediamo gli aspetti storici, le sperimentazioni e quali sono i vantaggi e gli svantaggi di questo sistema.

Cenni storici sui sistemi di voto elettronico

I primi brevetti per sistemi di voto elettronico, risalgono addirittura alla metà del XIX secolo. Nel 1850 Albert Henderson creò un registratore di voto, che utilizzava un sistema elettrochimico. Thomas Edison ne perfezionò l’idea, aggiungendo nel 1869 dei contatori elettromeccanici. Ma la vera macchina per il voto con pulsante venne pensata e ideata da Frank S. Wood nel 1898.

Prendendo spunto dal brevetto di Wood, nel 1974 viene brevettata la prima macchina per il voto elettronico, chiamata “Video Voter”; Utilizzata in America a Streamwood e Woodstock nel 1975, per delle elezioni reali.

Negli anni ’90, viene introdotto il sistema registrazione elettronica DRE (Direct recording electronic, il sistema più affidabile e utilizzato ancora oggi). Si tratta di una postazione di voto elettronico, sulla quale il votante viene identificato attraverso un documento elettronico o una smart card. Al termine dalla votazione, la macchina rilascia uno scontrino, che ne certifica l’autenticità della preferenza espressa o l’eventuale errore durante la votazione.

Nel 1996 in brasile, il 100% delle votazioni politiche, sono state svolte attraverso l’utilizzo di questo sistema.

Nel 2002, in America viene parzialmente reso obbligatorio il voto elettronico in tutti gli stati e nel 2004, il 28,9% degli elettori negli Stati Uniti, ha utilizzato un sistema di voto elettronico.

Paesi che utilizzano o hanno sperimentato l’E-Voting

Negli Stati Uniti si utilizzano diversi sistemi di voto elettronico, ma tutti necessitano che l’elettore sia fisicamente presente al seggio per la votazione.

L’Estonia è uno tra i primi paesi a fornire al cittadino il sistema di voto elettronico. Definito Internet voting, questo sistema è utilizzato dal 30% degli aventi diritto al voto. Per votare, è sufficiente collegarsi ad una piattaforma web da un PC connesso a Internet e autenticarsi con un documento d’identità digitale o una smart card.

Dal 2003, anche in Francia è stato introdotto un sistema di votazione elettronica.

In Germania, dopo un periodo di test dal 2000 al 2006, la Corte Costituzionale nel 2009 ha deciso di abolirne l’utilizzo, perché ritenuto inaffidabile. Stessa cosa per la Norvegia, che nel 2014 ha abbandonato i sistemi di voto elettronici, in seguito alle numerose discussioni parlamentari, mosse sul tema della sicurezza e garanzia del voto.

In Italia

Il Voto Elettronico in Italia, non è mai stato sperimentato su larga scala. Tuttavia sono state effettuate delle sperimentazioni a partire dal 2001; In particolare nel 2006 in occasione delle elezioni politiche del 9 e 10 aprile, nelle regioni Sardegna, Liguria, Puglia e Lazio, è stato utilizzato un sistema di registrazione elettronica del voto.

In Lombardia nel 2015, una legge regionale ha introdotto l’utilizzo del voto elettronico per i referendum consultivi, utilizzato poi per la prima volta, il 22 ottobre del 2017, in occasione del referendum consultivo sull’autonomia regionale.

Rousseau

L’esperimento politico italiano più importante, non governativo, è sicuramente la piattaforma Rousseau. Si tratta di una piattaforma di voto elettronico (Internet Voting) a carattere politico e di partecipazione, adottata dal Movimento 5 Stelle, che sostiene la teoria della democrazia diretta.

Il voto avviene attraverso un login al sito della piattaforma. Per potersi iscrivere è necessario essere un cittadino italiano, essere maggiorenne e fornire i documenti necessari per poter essere certificato e autorizzato al voto. Successivamente alla certificazione da parte del Movimento 5 Stelle, bisognerà aspettare 6 mesi prima di poter partecipare ad una votazione.

Gli iscritti alla piattaforma, possono partecipare alle votazioni su tematiche interne al Movimento, votare i programmi politici, esprimere la propria preferenza in merito ai candidati in parlamento o alla sigla di accordi di governativi.

Vantaggi del Voto elettronico

Il voto elettronico tradizionale, come quello adottato in prevalenza negli Stati Uniti, prevede la presenza dell’elettore presso il seggio. Dunque il tradizionale rito di recarsi alle urne rimane pressoché invariato. Il metodo di scrutinamento invece risulta estremamente più rapido ed efficacie in quanto effettuato elettronicamente. 

I veri vantaggi in termini di spesa pubblica, invece si possono ottenere attraverso un sistema di voto elettronico remoto (Internet Voting). Con questo sistema, l’avente diritto, dopo essersi opportunamente identificato, può tranquillamente effettuare la votazione semplicemente attraverso un PC connesso a Internet.

L’obbiettivo dunque è quello di ridurre i tempi e i costi, eliminando la maggior parte dei processi legati al voto tradizionale.

Gli svantaggi

Il voto elettronico ha sollevato diversi dubbi e questioni in merito alla sua affidabilità. Il problema principale, riguarda l’attendibilità del voto personale ma soprattutto, la garanzia che il voto rimanga segreto. In un sistema di voto elettronico, la separazione dei dati personali dal voto espresso, deve essere garantita. Solo così sarà possibile garantire l’anonimato e la segretezza del voto.

Non di poco conto è il tema della sicurezza. Un sistema informatico, per quanto avanzato possa essere, sarà sempre soggetto ad attacchi esterni da parte di hacker. Per adottare questo sistema di Voto su vasta scala, è necessario adottare sistemi di sicurezza efficienti e costantemente aggiornati.

Un’altra problematica riguarda il software utilizzato per il voto elettronico. Le aziende che producono questi software, generalmente non rilasciano l’accesso al codice per tutelare la proprietà intellettuale. Questo di conseguenza non permette alle istituzioni di verificarne l’affidabilità. Per risolvere questo problema, è necessario che il software venga rilasciato con una licenza libera (Open Source).

Nel prossimo futuro, è probabile che questo sistema diventerà uno standard globale ma per arrivare a questo traguardo, c’è ancora molto lavoro da fare.

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